Il futuro, un post mai pubblicato

Sigaretta, buona musica, a casa da solo: una di quelle situazioni che ho cercato e ottenuto per anni, ora non sono così sicuro di desiderarla. Odio rimanere da solo, la sigaretta mi fa paura, specie se abbinata a della buona musica: un cocktail micidiale, almeno lo è stato quasi un anno fa. Spengo la sigaretta e mi concentro sulla musica, un John Lennon astratto, impalpabile, ma le mie dita corrono sulla tastiera quasi stessero cercando di pizzicare le corde ed accarezzare il banco di una chitarra fantasma.

Spruzzo

Ciò che avete appena letto è l’inizio di un post mai pubblicato, lo volevo intitolare “Il Futuro“. L’ho visto fra le bozze, e mi sono chiesto: cosa volevo scrivere quella sera? A cosa stavo pensando? Perchè ho interrotto il mio lavoro e non ho mai pubblicato questo post? Mi sono posto queste e molte altre domande alle quali, come al solito, non sono riuscito a darmi una risposta. Probabilmente mi ero fermato per mancanza di tempo (ma che! di tempo ne ho, e in abbondanza!), o forse perchè mi mancava l’ispirazione per continuare (sigaretta e musica mettono sempre l’ispirazione…), e allora perchè mi sono fermato?

La domanda di oggi è: perchè ho preso l’inizio di questo post mai pubblicato e ho deciso di pubblicarlo? Forse questa sera non ho nemmeno voglia di scrivere, ho semplicemente il bisogno di riflettere, non su me stesso in generale, ma su ciò che faccio (o non faccio). In due giorni mi sono sparato quattro pacchetti di sigarette, vi sembra normale? A questa domanda mi rispondo da solo: “No! Non solo non sembra normale, ma sembra da maledetti idioti!“. Vero.

Ho freddo. In questa stanza fa freddo. Eppure la finestra è chiusa. Fa freddo. Dovrei aprire la finestra perchè c’è puzza di fumo (lo credo, ci son 4 pacchetti di sigarette fumate che stanno girando per la stanza da ieri). Ma come posso aprire la finestra se fuori fa freddo e io non voglio stare al freddo? Non ho voglia di pensare ad una soluzione, armo la mia mente di uno strumento spesse volte pericoloso: l’auto-convinzione. Ok, ora sono autoconvinto che non ci sia fumo in questa stanza, e la puzza, dov’è? Svanita, per sempre.

Ho deciso di aprire la finestra, ho le dita congelate e son sicuro che, alla prrrrrossima “errrrrrre” di prrrrrossssima (la “erre” di “prossima” è già passata…cacchio), mi si spezzeranno come cubetti di ghiaccio lanciati contro il muro. Non ho mai lanciato cubetti di ghiaccio contro il muro, potrei cominciare adesso. Magari ne nasce uno sport internazionale. “Io sono: Lanciatore di cubetti di ghiaccio”, specialità: “Contro il muro”.

Ok, cazzate a parte, oggi mi chiedo come sto. “Come sto?”. Stò! Già, oggi stò. Quasi sicuramente domani, come molti mi faranno notare, mi pentirò di aver pubblicato queste cose. Dite che siano inutili? Parole insensate in un mondo sensato? Oppure viceversa? Potreste aver tutti ragione ma dovete tenr conto del fatto che il titolo del mio blog è “La mia mente libera“, più libera di così…

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