La paura di morire da soli

La questione è semplice: le paure seguono uno schema gerarchico. Tutte le paure dipendono da una paura più grande, e ne esistono di molti tipi. La mia? E’ la paura di morire da solo. Sottolineo il fatto che la mia non è “paura di morire”, è “paura di morire da solo”. Questa sera me ne andrò a letto, sperando di trovare un pò di calore sotto le coperte, sentendomi, per l’ennesima volta, solo. Ciò non dipende dal fatto che, nel letto, ci sarà solamente una persona (il sottoscritto), ma da come mi sento dentro. Mi sento maledettamente solo. Soluzione? Nessuna. Inutile che io stia a pensare ad un rimedio dell’ultimo momento come invitare qualcuno, telefonare a qualcuno, scrivere a qualcuno; nemmeno lasciare queste parole nel blog servirà a qualcosa. Oggi ho ricominciato a fumare, nonostante stia poco bene, ma diciamoci la verità: a chi importa? Non importa a me stesso, foguriamoci se può interessare a qualcuno il fatto che io mi faccia del male o meno. Sono convinto del fatto che la mia esistenza non faccia la differenza. Un giorno me ne andrò, nel silenzio di una stanza qualunque come questa, di un palazzo qualunque come questo, di una città qualunque come questa, di un Paese qualunque come questo, e nessuno se ne accorgerà. Sarò come un vagabondo morto, il cui corpo, steso a terra sul marciapiede, viene scavalcato dai passanti frettolosi d’inseguire la loro vocazione: l’indifferenza.

Questa sera potrei urlare, disperandomi, piangendo, ma l’unica cosa che mi sento di fare è stendermi in silenzio e aspettare, aspettare che questo momento passi. Lascio vagare la mente, non avrei nemmeno voglia di scrivere, non avrei voglia di niente. La cosa che più mi fa incazzare è che io non sono così, non sono una persona portata alla tristezza, basterebbe così poco per far di me una persona felice, serena, affidabile, intraprendente, dolce, sensibile, la solita persona migliore che sento di poter essere ma che per qualche motivo non riesco a diventare; così colpevolizzo il mondo, il mondo intero, perchè non sa donarmi nemmeno quel poco che mi basta. Reputo questo mondo ingiusto, codardo, meschino (forse perchè, spesso, non ho la forza di agire e di reagire).

33 Commenti per “La paura di morire da soli”

  1. ELENA scrive:

    qsto blog è a dir poco stupendo…
    senti..qnti anni hai?? riesco a capirti, ank’io mi sento sola e considerando ke ho 14 anni nn è 1 bella cosa..nn ho amici VERI[non sono asociale]…la mia vita nn haaffatto senso, vivo solo xke si deve, ma se fosse x me..preferirei morire. Non ho uno scopo, la mia vita nn è qualcosa ke mi appartiene..come se, maledetta, qlcuno si diverta a farmi male!!
    Ti capisco benissimo..anke i miei hanno cercato di aiutarmi ma nn c’è nnt da fare..nn so una di qlle persone ke kiamano, messaggiano xke nn hanno nnt da fare..sono sola e ci resto..soffro ma almeno nn vado a raccontare i cazzi miei ad altri..nessuno mi ascolterebbe!!!
    tu 6 di palermo?? io si..e ne conosco tanti cn i tuoi stessi problemi..nn 6 l’unico [...nn ti conosco...].
    kissaà se ora ti senti ancora solo..l’hai lasciato parekkio tempo fa il blog..ma ti prego leggilo..ti lascio il mio contatto msn..(goldenangel33@hotmail.it(è una merda di contatto, lo so, sembro una fighettina del cazzo, ma io sn l’opposto sn punk e sn fiera di esserlo)) ciao

  2. valentina scrive:

    la solitidine ti spacca il cuore ti fa piangere lacrime di disperazione….io sono circondata dall’amore ma non riesco a farlo entrare in me…mi sento che potrei amare di più..che potrei fare ciò che non riesco che forse è tutta colpadel panico…ma cazzo mi sono chiusa in una bolla dalla quale non riesco più ad uscire.

  3. Patrizia scrive:

    Buonasera, mi chiamo Patrizia e ho 37 anni.
    Un pò di più rispetto a voi, ma non cambia molto.
    Anch’io qualche mese fa, anzi per l’esattezza quasi 1 anno e mezzo fa, sono stata colta da questa incredibile paura.
    Non sono nuova alle ansie, già parecchi anni fa ho attraversato un lungo periodo di angoscia ma poi, un pò con l’aiuto della psicoterapia un pò con la buona volontà ne sono uscita.
    Una cosa, perchè il colore di questo blog è nero? Il nero è l’assenza di colore, in una parola l’assenza di vita mentre la vita di colori ne ha tanti, bisogna volerli vedere.
    Lo so, la vita molto spesso ci ferisce e ci logora e ci fa perdere la fiducia, ma la cosa più facile, credetemi, è chiudersi in un baratro di disperazione e dentro false convinzioni piuttosto che reagire e credere che ci possa essere qualcosa di buono per tutti.
    Elena dice che non è il tipo che chiama, dì Elena ma perchè se non chiami tu dovrebbero chiamarti gli altri? Perchè queste aspettative esagerate nei confronti del prossimo? Non sarà che dietro questi atteggiamenti così estremi e che poi ci fanno soffrire, si nasconde un pò di altezzosità?? Lo so che quando soffri pensi che nessuno ti capisca, magari perchè si è vissuto in un ambiente che ci ha comunicato questo e noi pensiamo che sia sempre così ma vi assicuro NON E’ COSI’. Quando ci apriamo poi gli altri si aprono. Le persone molto spesso sono spaventate dal malessere degli altri soprattutto se comunicato con violenza e, spesso, violenti lo siamo anche senza rendercene conto.
    C’è tanto da fare, le persone che soffrono sono quelle che pensano solo a se stesse e non si aprono agli altri. Fate volontariato, cercate di aiutare il prossimo e vedrete che si apriranno nuove porte e cambieranno anche i colori della vostra vita.
    Un abbraccio enorme e un augurio che la voltra vita torni a sorridervi.
    Patrizia.

  4. Lamiamentelibera scrive:

    @tutti: noto i commenti solo ora: sono stato “fuori” per parecchio tempo! Domani, con calma, voglio rispondere a tutti, leggendo bene ciò che avete scritto: stranamente sono appena le 1.00 e i miei occhi pretendono di chiudersi, spero comprendiate. Grazie… dal cuore, per ciò che avete lasciato scritto in queste pagine.

  5. Billy Bubblegum scrive:

    Sono davvero triste nel leggere le tue parole…sarei felice se tu mi scrivess…

  6. Lamiamentelibera scrive:

    @Billy Bubblegum: non saprei cosa scriverti per renderti felice… forse “non leggere il mio blog”?

  7. LuKiNo scrive:

    io la penso cm te…x me ormai nn conta vivere nn conta morire…nn pss nepp piangere xkè ho finito ttt le lacrime…m sento solo…m sento abbandonato..nella vita c sn 2 porte la porta della vita e la porta della morte..e cos’è la morte?? la morte cos’è?..prendi la makkina tieni il piede nell’accelleratore….e andiamo a vedere cosa c’è dietro la porta della morte….x qnt pss essere difficile vivere da soli…tenendoti ttt dentro e qnd nn cela fai + t sfogi cn te stesso rompendoti le mani…tagliandoti…ferendoti da solo…xkè nn ce nexx ad abbracciarti e a dirti tvb…nn ce nexx….qst e un pensiero x qll ke cm me s sentono e sono SOLI!

  8. monica scrive:

    Ciao sono una ragazza di 33 anni, sono sposata ed ho un figlio di 5 anni,,,, Ma dentro di me mi sento sola… Ho paura di tutto, mi sono venute le peggio fisse: LE MALATTIE. Ho paura che dentro di me ci sia una malattia, non riesco ad accorgermi e muoro all’improvviso e da matti. NO… forse sto impazzendo. Non lo so…. sono tre anni che va avnti questa storia, nessuno che mi capisce…. certo faccio le analisi sono apposto, mi dico dentro me stessa sono sana… ma dopo qualche giorno ricomincio da capo… che cosa ho che non va… perchè penso solo a questo? non riesco più a vivere bene…. con nessuno, ma con me stessa è diventata seria…. Sai la cosa principale è questa vita che non ci da uscita…. Matrimonio, figlio, lavoro, casa, dormo oltre tutto ci si mette anche il cane… Tommy che anche troppo sveglio mi vede cosi e non mi lascia in pace… Vorrei non avere problemi, si può avere una vita senza problemi…. è difficile esistere, forse la vita è una merda… non si può più uscire di casa che c’è il rischio che qualcuno ti ammazza. Qualcuno ti violenta…. scusate lo so sono paranoica, ma non ero cosi prima….

  9. Bea scrive:

    Io quella paura ce l’ho da sempre.. da qnd son piccola, da qnd mi ricordo. Quando è notte mi butto nel letto solo quando sono sul punto d crollare dal sonno così evito d farmi venire gli attacchi d’angoscia. Ke poi d notte essere angosciati è più facile.. nei paesi anglosassoni la chiamano “l’ora del lupo”. Forse più ke paura di morire soli è paura dell’oblio totale dopo la morte. Certe volte nn riesco ad evitare di pensarci e mi prende veramente male. L’unica cosa ke penso, ke poi mi fa star bene è ke devo cercare d raccogliere e tenerere con me più momenti felici possibili, e imparare cose nuove ogni giorno, far star bene me o gli altri a cui voglio bene, finkè posso, finkè vivo.

  10. rosa scrive:

    SALVE MI CHIAMO ROSA E’HO 41 ANNI.QUESTA PAURA CE’ L HO DA QUANDO ERO PICCOLA ,FACEVO PERSINO LE PROVE A RESISTERE SENZA FIATO,CRESCENDO HO IMPARATO A CONVIVERE CON QUESTA FISSAZIONE , MA LA COSA CHE MA AIUTATO MOLTO A SUPERARLA E LA FEDE L, AMORE X GESU’ E CREDO CON TUTTO IL CUORE CHE CE’ QUALCOSA DOPO LA MORTE,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

  11. viola scrive:

    mi dicono tutti che sono un folletto, che sono una fatina, che viaggia tra la gente, tra le cose, e poi.. in un attimo scivola via, senza toccare niente, nessuno.. distante, mi nascondo nel mio profondo per non lasciarmi vedere, toccare, capire.. e mi sento sola, e forse lo sono come non lo sono mai stata, e mi chiedo se sono io.. se non sia qualcosa che mi porto dietro.. e cosa ci sia di male…. non ho vincoli, non ho nessuno, ci sono solo io, e il mio rincorrere scie e bagliori, la gente che poi quando si avvicina troppo mi fa paura, perchè penso al desiderio che un giorno si spegnerà lasciandomi. il mio rumore nel silenzio è solo un sussurro leggero. non so come sono arrivata qua, forse volevo solo toccarvi per un attimo. arrivare.

  12. chiara scrive:

    Ciao sono Chiara, ho 27 anni e mi sento molto triste, infelice e sola e vorrei morire perchè non mi sento capita, amata e rispettata da nessuno, non ho amici (ho solo un fidanzato da 5 anni ma non sono convinta di amarlo anche perchè vorrebbe che io andassi abitare con lui a Cles ma non voglio perchè dovrei lasciare la mia famiglia, andare ad abitare fuori dal mondo in un paese dove non ci sono sbocchi professionali, fuori dal mondo a 50 chilometri da dove abito adesso a Civezzano, in provincia di Trento, dovrei ricominciare tutto dall’inizio, trovarmi il primo lavoro che mi capita).
    Ho anche un altro grosso problema: da quando non lavoro più a fare pulizie part-time a uffici dal lunedì al sabato mattina (4-6 ore al giorno) e ho cambiato lavoro e sono andata a fare l’impiegata a tempo pieno in ufficio come operatrice di inserimento dati statistici ho iniziato a star male e mi sono presa un brutto esaurimento, avevo paura, sono andata in depressione e ho dovuto licenziarmi perchè non riuscivo più a rimanere e stavo davvero male, tremavo tutta, non riuscivo a stare con le altre persone sul lavoro perchè le colleghe e anche la capa e la titolare erano solamente degli sfruttatori, dei ricattatori, delle persone senza cuore, disoneste, cattive, fredde, insensibili, lecchine, teste di c…o, mi dicevano che ero indisciplinata (ma non è vero perchè sono una persona molto timida e riservata e avevo paura a muovermi e mi sentivo continuamente a disagio e troppo osservata e stavo male e avevo paura a stare là dentro per tutta la vita e ho preferito scappare…) e che dovevo tagliarmi le unghie perchè le avevo troppo lunghe ed ero poco professionale (io le avevo tagliate un pò più corte ma secondo lei non le avevo tagliate abbastanza…io però mi sono arrabbiata e ho preferito andarmene perchè odio e detesto che le persone mi costringano a fare delle cose contro la mia volontà e non voglio che gli altri decidano per me e la mia vita e non mi lasciano vivere come preferisco io e soprattutto non voglio che mi facciano sentire come in una prigione..) e poi non mi lasciavano mai andare in ferie e prendere nemmeno un permesso di un’ora per fare una visita medica..ora è già quasi 2 mesi che sono a casa e l’idea di tornare a lavorare e fare colloqui mi fa star male perchè ho un grosso problema: ho paura delle persone e delle mie reazioni e poi sono convinta che non riuscirò più a lavorare e stare con gli altri e poi ho paura della quotidianità, di annoiarmi, di dover lavorare sempre troppo e di più degli altri e guadagnare poco, passare una vita d’inferno, essere infelice, piangere, soffrire, dover sempre subire e star male per gli altri…preferisco morire piuttosto che vivere così…l’ho detto anche ai miei genitori e mi han detto di non dire sciocchezze e che dovrò abituarmi a stre con i capi e con i colleghi..io però spero sempre e sul serio di morire e non svegliarmi sul serio…probabilmente ho sbagliato tutto fin dall’inizio: avrei voluto fare la scuola d’arte e diventare un’artista pittrice e invece non l’ho fatto perchè ho fatto una scuola che non mi piaceva ho studiato in una scuola superiore per cinque anni tra l’altro privata Istituto Tecnico commerciale e turistico (ragioniera diplomata in lingue straniere) ma non mi piace proprio quel lavoro…sono già otto anni che mi sono diplomata e ho fatto tanti lavori anche stagionali e temporanei cameriera, operaia, addetta alle pulizie, lavori d’ufficio (dall’ottobre 2001 a maggio 2002 ho fatto anche un corso fse di 9 mesi di addetta al personale e all’amministrazione per lavorare in ufficio…)…la cosa strana è che finchè si tratta di contratti di lavoro brevi riesco ad andare d’accordo e a resistere ma quando si tratta di contratti duraturi o stabili non riesco a rimanerci pù di un anno (tranne quando lavoravo a fare pulizie ad uffici che sono rimasta per 2 anni e mezzo circa) e poi mi sembra di impazzire sento che devo andarmene, devo cambiare aria, mia arrampico quasi sui muri, mi annoio, cado in depressione, sento il bisogno di uscire, camminare per strada, prendere aria, vedere il mondo, sorridere, essere felice, sognare, volare, essere finalmente libera da tutto e da tutti, vorrei cantare, dipingere, fare qualcosa per me e non solo per gli altri e perchè devo lavorare per i soldi e vivere…io non ce la faccio, sto davvero male…io non capisco le persone che lavorano solo per i soldi e che fanno sempre le stesse cose o che lavorano in una fabbrica, in 1 ufficio, in un negozio, in un albergo, o in altri posti chiusi per parecchio tempo o magari per tutta la vita con le stesse persone, che fanno turni, lavorano anche la festa, il sabato e anche la domenica…non amo questa vita, la quotidianità, la supericialità, la materialità, la produzione, la burocrazia, il lecchinaggio, i soldi, la produzione, gli orari decisi dagli altri e che si devono sempre rispettare, sono stufa di stare sempre alle regole soprattutto quando le regole sono fatte solo per guadagnare soldi lo Stato, i Comuni, i datori di lavoro, le istituzioni,…, o per convenienza o interesse di altre persone, o per abuso di potere e non per il nostro bene e per il rispetto dei nostri diritti, il rispetto morale e la nostra libertà, felicità, salute e naturalezza (vorrei qualche volta poter trasgredire e sentirmi libera di sognare, viaggiare, volare, essere felice, dipingere, cantare, vestirmi come voglio, esprimermi come voglio senza aver paura a parlare e dire ciò che penso senza preoccuparmi del giudizio o dell’atteggiamento delle persone sia nella mia vita privata che sul lavoro coi colleghi, coi capi, coi padroni e con i collaboratori esterni e tutte le altre persone esterne…)…preferisco morire piuttosto che vivere in questo mondo di SUPER MERDA!!! vorrei tanto poter realizzare il mio vero ed unico sogno della mia vita studiare arte presso un’accademia delle belle arti e laurearmi in arte e pittura e diventare un artista ma purtroppo non potrò mai farlo perchè non ho abbastanza soldi per poterlo fare e poi non so dove si trova la scuola universitaria più valida e che mi può dare una vita professionale come pittrice e che più possibile vicina a me (io abito a Civezzano in provincia di Trento in Trentino) e ho anche il problema che i miei genitori e nessuno non ha fiducia in me e non credono in me e dicono che non avrò mai un futuro e che dovrò sempre adattarmi e accontentarmi ma io non voglio più essere triste e star male per gli altri ed essere infelice, triste, nervosa, esaurita, una nullità per tutta la vita e dover fare sempre e solo quello che dicono gli altri perchè devo e sono obbligata e mai poter scegliere e gestire la mia vita con amore, naturalezza, semplicità, gioia, voglia di vivere, spensieratezza, con leggerezza, con filosofia e con sorriso…piuttosto che vivere in trappola preferisco ammazzarmi e giuro che n giorno riusciro a trovare il coraggio!!!

  13. idilia scrive:

    Hey Chiara…. mamma mia che poema!!! Lo sai cosa c’è che ti tiene lontata dal tuo sogno? Solo te stessa!!! Pensa che molti artisti non hanno mai fatto scuole… hanno solo preso una matita in mano e ci hanno dato dentro, disegnando…dapprima schifezze poi sempre meglio!!!
    Hai tanto tempo libero credo, non lavori, hai dentro di te un’artista che vuole uscire… prendi un foglio, disegna una porta aprila e fai uscire te stessa…
    Fai uscire te stessa…liberala… la chiave ce l’hai solo tu!!! Chi se ne frega se gli altri non credono in te…devi tu credere in te e vedrai che a piccoli passi ce la farai….
    Sai chi ti parla? Ti parla una donna che sa cosa è la depressione, che la vive tutt’ora … ma ne voglio uscire a tutti i costi e so già che solo io posso dare una mano a me stessa… sono la mia unica ancora e CE LA FARO’ … e ce la fari anche tu…
    Un’abbraccio a tutti… ce la faremo!!! :-)
    Idy

  14. nando scrive:

    Sono 5 anni che sto male,ho 46 anni e una splendida famiglia,sono io che mi sento in colpa con loro per ciò che ho fatto nella vita.ho paura del giudizio Divino……….aiutatemi

  15. saverio scrive:

    ragazzi, capisco tutte le vostre ansie e paure…ma un modo per superarlo credetemi c’è.Basta farsi meno aspettative nei confronti della vita,la felicità non è un vestito che si indossa a proprio piacimento.Bisogna cercarla,coltivarla,iniziando a trovarla dentro di noi…partendo dalle piccole cose.
    Smettete di fumare,di bere nei week end o fumarvi le canne,perchè credetemi non è affatto la soluzione.Sono solo amplificatori di ansie e paure,l’inganno piu’meschino della società moderna.
    Leggete,uscite,fate sport…di cose ce ne tante.E partendo da soli imparerete piano piano a volervi bene e a rispettarvi,che sono le basi fondamentali per stare in armonia con il prossimo.
    Non sono un santo,non vivo un romanzo da film ma nel mio piccolo mi sento felice perchè mi voglio bene.Sono una brava persona che a volte,tante volte,sbaglia..ma cerca sempre di migliorare.

    Fatelo anche voi,ne vale la pena…la tristezza alla lunga logora.

    Spero di esservi stato di aiuto,un abbraccio a tutti voi che soffrite in silenzio.

    Un ultimo consiglio: provate con il tai chi e la filosofia orientale.Aiutano a conoscersi meglio e a sbloccare situazioni che a volte sembrano schiacciarci.Funziona.

    ciao ciao

  16. alfio scrive:

    morire significa tornare da dove siamo venuti. noi siamo l’ alito di DIO cioe’ il suo spirito. Da lui siamo venuti, e da lui torneremo. Alfio

  17. sylvia scrive:

    Io voglio morire, ma non ho coragio farlo!!!
    Ho 27 anni e ho perso senzo della vita ….

  18. lucio scrive:

    non penso che debba esserci per forza un senso : spesso il senso è proprio in questo.
    Morire,vivere,morire,rinascere,vivere e morire di nuovo. E’ una cosa che può succedere 10 volte al giorno.
    Quando basterebbe uno sguardo , più di una parola, che non arriva.
    Quando dietro al tuo sorriso , ci fosse mai una persona che colga per un attimo una disperazione senza fine.
    A volte basterebbe sapere che c’è qualcuno su questa faccia di terra che raccolga i propri pensieri per te. Nessuna parola,nessuna chiacchiera,solo un pensiero sentito,dentro.Un attimo ,ma totale. Per te.
    E’ questo che fa male,specialmente se tu sei uno che si ferma a soffrire , da lontano come da vicino, per chi merita di stare dentro te.

  19. kiara scrive:

    …we scusate il ritardo…..solo ora ho letto qst intervento………ho 13anni……e a vlt mi viene voglia di morire……tt qst xk nn mi piace vivere……….se avessi potuto scegliere nn sarei nata…………..tnt kmq nn sarebbe cambiato nnt……..
    …..qlk gg fa ho dtt a 2miei amici ke avevo provato ad uccidermi..beh….mi hanno presa xpazza…………..sl xsone ke provano qst emozioni possono capire cm ci si sente male……………loro nn possono capire….xk vivono in un altro mondo…..migliore….nn cm il nostro mondo fatto di solitudine e tristezza……………..
    …….cm si può fare????come si può uscire da qst mondo????

  20. pensierisereni scrive:

    stò male voglio morire la vita non ha fatto altro che giocare con me…..devo lasciare questo mondo che non mi appartiene …… ho provato di tutto per uscirne fuori…ma è stato tutto inutile………………….. aloha con quel pizzico d’emozione in più…….

  21. Marlon scrive:

    Quando mi sento solo parto da un presupposto molto semplice.”Niente mi è dovuto”.Nessuno è esente dalla sofferenza e invidio chi non sente, ma la gente soffre, tutti soffrono. Credo però che ci sia una sveglia a nostro favore un’arma a doppio taglio che è il tempo.Il tempo passa inesorabile e questa consapevolezza è fonte di dolore per molti, ma mi capita di pensare che è questo il tempo che devo vivere, che se sono triste oggi è solo un momento buttato che non tornerà e gli anni si accumuleranno e so che guardandomi indietro vedrò nient’altro che tempo sprecato, ma se parto dalla convinzione che SOLO IO sono l’artefice del mio destino, che il caso, la fortuna o la sfortuna non esiste che gli altri devono guadagnarsi la mia fiducia come io quella degli altri e soprattutto che essere solo non sempre è negativo se si ha stima di se stessi allora potrò essere sereno giorno per giorno, forse il dolore che provo non mi abbandonerà mai…ma siamo uomini è la storia che ce l’insegna è la vita stessa che c’insegna che il dolore non si cancella dal nostro essere, ma lo si può rendere schiavo della nostra volontà.

  22. Franco scrive:

    che strano, io non vivo più dalla paura della morte e delle malattie che sicuramente mi verranno a breve ma che son sicuro , oggi non ho.
    Tuttavia il mio terrore è di essere privato della vita che amo a dismisura e forse la paura di morire dipende proprio da questo amore per la vita e per gli affetti che ho…certo non è normale pensarci in continuazione. La qualità della vita stessa viene rovinata da queste paure incontrollate.

  23. Kanius scrive:

    Coloro che sono soli e stanno male e perche sono nati con il bisogno di calore afettivo.
    Io da solo vivo meravigliosamente e non ho affatto paura di morire da solo, in quanto la morte e un percorso della natura, e morire a perer mio e uguale sia da soli o se con affianco i cari nostri!

  24. nicoletta scrive:

    ti dedico la mia poesia preferita…………

    ITACA di Constantino Kavafis

    Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
    fa voti che ti sia lunga la via,
    e colma di vicende e conoscenze.
    Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
    o Poseidone incollerito: mai
    troverai tali mostri sulla via,
    se resta il tuo pensiero alto e squisita
    è l’emozione che ci tocca il cuore
    e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi
    né Poseidone asprigno incontrerai,
    se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
    se non li drizza il cuore innanzi a te.

    Fa voti che ti sia lunga la via.
    E siano tanti i mattini d’estate
    che ti vedano entrare (e con che gioia
    allegra) in porti sconosciuti prima.
    Fa scalo negli empori dei Fenici
    per acquistare bella mercanzia,
    madrepore e coralli, ebani e ambre,
    voluttuosi aromi d’ogni sorta,
    quanti più puoi voluttuosi aromi.
    Recati in molte città dell’Egitto,
    a imparare dai sapienti.

    Itaca tieni sempre nella mente.
    La tua sorte ti segna a quell’approdo.
    Ma non precipitare il tuo viaggio.
    Meglio che duri molti anni, che vecchio
    tu finalmente attracchi all’isoletta,
    ricco di quanto guadagnasti in via,
    senza aspettare che ti dia ricchezze.

    Itaca t’ha donato il bel viaggio.
    Senza di lei non ti mettevi in via.
    Nulla ha da darti più.

    E se la ritrovi povera, Itaca non t’ha illuso.
    Reduce così saggio, così esperto,
    avrai capito che vuol dire un’Itaca.

  25. roby scrive:

    Il non sapere cosa ci sarà dopo questa vita, è una certezza a cui tutti si dovrebbero abituare.
    Teologi, fisici,metafisici, scienziati, nessuno può ergersi a sommo maestro e affermare qualcosa di cui non sapremo da vivi mai la risposta.
    Io al momento credo che la morte sia la fine dell’esistenza, e per questo non vivo benissimo, ma per fortuna non ne avrò mai la certezza .
    Chi vive nella fede in Dio, vive certamente una vita migliore, ma ci sono così tante incongruenze, o per usare una parola più comune: cazzate, nelle varie religioni che non mi fanno seguire la via più semplice per vivere tranquillo.
    Posso solo consigliare di non scervellarsi nella ricerca di risposte, perchè ne possiamo trovare a migliaia, persone che hanno dedicato la loro vita allo studio dell’esistenza e che si trovano in posizioni totalmente differenti tra di loro.
    Ho 36 anni, ancora una discreta voglia di vivere, anche se ho sempre meno rispetto per il genere umano.

  26. opicino scrive:

    suppongo che morire da soli sia la morte più dolce.
    che coglioni invece che mentre stai morendo ci siano
    delle persone che ti fissano nelle palle degli occhi.
    tu sei lì che stai crepando e la gente ti deve fissare
    negli occhi. io ho visto una sola persona morire, mio
    nonno, e ancora oggi mi chiedo come ho potuto
    umiliarlo in un momento così intimo.

  27. francesca scrive:

    Ho 54 anni e nella vita ho sbagliato tutto.
    Sono un’insegnante e non riesco piu’ a insegnare, avevo un bellissimo rapporto con gli alunni, da sempre e ora mi odiano tutti.
    Il motivo? Ho sempre avuto una donna a cuiappoggiarmi, una donna che mi amasse, una donna con cui fre sesso e questo mi rendev forte di fronte agli altri. Tutto era inferiore a me perhè er riuscita a costruire quello che mi serviva.
    Dopo 20 anni ho avuto l’alzata d’ingegno di cominciare ad usare la chat che mi ha potato alla follia.
    Un esaurimento avuto 25 anni a per lo stesso motivo miaveva condotto a lasciare l’insegnamento , poi un fortunato incontro grazie ad un annuncio mi ha riportato alla vita.
    Ho cambiato città ed ho ricominciato.
    Ora mi trovo sola di nuovo e mi isolo sempre di piu’. Niente ha piu’ senso per me . ho solo ricordi e ricordi del passato, ripeto sempre le stesse cose e cerco disperatamente un appoggio.
    Una donna che sappia amarmi. L’avevo trovata ma a causa della mia chiusura l’ho persa . E ora che faccio? SE ualcuno è interessato ad aiutarmi a superare questo momento si faccia vivo.
    Non provo nemmeno ad ammazzarmi perchè se poi non muoio faccio solo una figuraccia e saro’ additata.

  28. robi scrive:

    capita a tutti di avere momenti difficili in cui tutto sembra perso,senza senso,poi ogni persona è diversa e reagisce in modo diverso,se penso a tutti quei ragazzi e quelle ragazze giovani che ogni giorno scelgono la morte alla vita mi vengono le lacrime agli occhi perchè capisco un pò la loro disperazione,capisco il loro vuoto.la loro solitudine,il loro futuro chiuso alla speranza.credo che cercare di approfondire il proprio dolore cercandone l origine sia utile almeno a lenirlo un pochino e a vederlo da una prospettiva piu ampia.tutti i nostri sentimenti ,emozioni,risiedono in noi e siamo soltanto noi che coloriamo il mondo che ci circonda e se il dolore è utile a qualche cosa essa risiede nella comprensione che qualche cosa non va e su questo dato di fatto cercare di modificare se stessi non perchè si è sbagliati ma perche ci siamo adagiati su convinzioni o meglio ci hanno adagiato su convinzioni che provocano il nostro dolore,perchè la notra persona viene costruita dagli altri nel buio della notra infanzia,modificare se stessi per modificare in cui si vede la realtà,e qui deve venirci in aiuto il pensero che scenda nelle noostre profondità,non è facile ma vale la pena provarci anche perchè credo sia l unica soluzione vera ,da persone vere,il dolore è li ad indicarci che qualcosa non va,è un segnale dalle profondità,non arrendiamoci ad esso,nè cerchiamo di reprimerlo e nasconderlo rifugiandoci in false ed ipocrite consolazioni che manifestano soltanto la nostra debolezza

  29. ale scrive:

    Finchè ci sono persone che abilmente sanno dare voce all’inquitudine dell’animo umano, vale la pena di vivere, vale la pena di sperare che un incontro, uno sguardo possa cambiare giorni sempre uguali….

  30. marco scrive:

    Anch’io mi sento solo. Ho conosciuto tante persone, ma mi sento terribilmente solo.. Se la maggior parte delle persone crede di essere sola, un motivo ci sarà pure! Ho appena fatto un giro virtuale tra i vecchi amici su facebook, forse per motivarmi ancora. A volte sembra tutto inutile… Chi crede dice che è il diavolo che istiga questi pensieri. Forse siamo solo noi.. Gesù ha detto a una santa che se nemmeno la Sua morte ci ha fatto credere in qualcuno o qualcosa, che cosa potrebbe farlo? Niente, dico io. Assolutamente niente.. Siamo destinati a questa sofferenza. Magari, appena troviamo qualcuno che si lega, siamo noi ad allontanarci. Non c’è una ricetta.. La felicità è una condizione interiore, a volte è anche geneticamente determinata! Io non voglio legarmi più a niente o a nessuno, per non soffrire ancora, ma questo comporta una sofferenza ancora maggiore. E’ il topo che si morde la coda. Il segreto forse è non pensarci e riempirsi la giornata di cose da fare, per poi morire un giorno soli e pieni di noia. Un bacio

  31. michele m. scrive:

    E’ una condizione strana la nostra. Non ci piace la vita che facciamo,e saremmo anche disposti a morire,se solo la speranza,per qualcuno,o la paura di trovare qualcosa di anche peggiore,per qualcun altro,non ci impedisse di farlo.Sono qui anche io,con una sigaretta in mano e una canzone jazz di sottofondo,a domandarmi cosa ci sto a fare qui. La morte è un drago da affrontare e poi per citare un film: “alla morte non resta poi tanto da portarsi via”.Siamo i veri morti viventi,e pensare che la maggior parte di noi sono solamente la brutta trasformazione di persone meravigliose a cui hanno distrutto il loro mondo perfetto. Siamo angeli caduti. Io e molti di voi,non siamo di quelli che si ammazzano cosi,d’impulso un giorno che non gli vanno bene le cose,abbiamo pensato,riflettuto a lungo su tutto,senza comunque trovare niente che ci invitasse ad ucciderci. Io mi sono tagliato le vene per provare a me stesso che la morte esiste e non è solo un pensiero situato da qualche parte. La morte c’è e cosi ho apprezzato più la vita. Per ora il peggior ostacolo che ho incontrato è stata l’ansia che non sapevo potesse essere cosi distruttiva. Sono anche io un brandello di destino che troverà,dopo un lungo cercare,la pace di morire….intanto sono contento di rifletterci insieme a voi…che poi tra persone sole siamo meno soli….siamo amici di morte…vi voglio bene e ve ne vorrò finchè non me ne andro da solo…e ce ne andremo da soli…intanto piacere di aver condiviso con voi il mondo..e se poi tutto sarà stato solo un viaggio a poco prezzo,troveremo la serenità per dire addio e tentare….un abbraccio

  32. marco scrive:

    E’ molto bello quello che hai scritto. Forse il segreto è proprio la condivisione. Oggi ho ricevuto l’ennesima pugnalata alle spalle… Da un amico che credevo veramente tale. Eppure non mi sembra che ora stia meglio di prima. Ha pugnalato il suo migliore amico senza pensarci due volte, soltanto per il proprio interesse. Ogni volta mi sento vuoto, quando succede. La storia si ripete con cadenza quasi regolare. Cambiano gli attori. Non voglio morire per questa gente, per chi ti pugnala alle spalle, per chi ti fa soffrire per il gusto di vederti soffrire. Cerco sempre di ricostruire, anche se so come andrà a finire. Bella la favoletta che la felicità non è di questo mondo, che nella speranza siamo fatti salvi… In fondo dovrei crederci, visto che nei momenti più difficili Qualcuno da lassù mi ha voluto bene. Sempre. E forse sono solo un ingrato..Non è una favoletta, cari amici, ma questo certo è un inferno. Diamoci una mano, qualche cosa di buono si trova sempre. Facciamo un sorriso in più o cerchiamo di sforzarci a fare le cose che meno ci riescono. Forse qualcosa cambierà. Me lo auguro. Usciamo da questa solitudine, che forse è più interiore. Vi voglio bene, per la vostra sensibilità. Forse le persone sole sono quelle più sensibili. Si dice che chi soffre di più qui è anche quello più amato da Dio, per chi ci crede. Spero di crederci presto… Un abbraccio, Marco

  33. PAUL scrive:

    SO’ COSA VUOL DIRE LA PAURA DI MORIRE DA SOLI….E’ LA STESSA PAURA DI TORNARE A CASA LA SERA E SAPERE DI ESSERE SOLI…E’ COME MORIRE TANTE VOLTE,ANCHE PER ME BASTEREBBE POCO,POCHISSIMO PER RIDERE ED ESSERE FELICE MA NON MI E’ ANDATA BENE NELLA VITA COME AVREI VOLUTO…E SOPRATUTTO…QUANTO CI HO PROVATO!!!!!!!.L’AMORE E’ STATO LA MIA PIU’ GRANDE FREGATURA….E PENSARE CHE CHI MI CONOSCE MI VEDE COME UN VINCENTE.

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